EMORROIDI

Son dolori!

COSA sono

La parola emorroidi deriva dal greco “haimorroides”, composta da “haima” e “rhein” che significano rispettivamente “sangue” e “scorrere”:

quindi la parola vuole dire “vene da cui fluisce il sangue”.

In effetti le emorroidi, interne ed esterne, sono tecnicamente dei cuscinetti (3 in tutto) posti nel canale anale che hanno la funzione di completare la continenza.

Essi sono irrorati da vene emorroidarie nelle quali l’afflusso ed il deflusso di sangue regola la chiusura e l’apertura del canale anale. Le emorroidi si comportano come delle valvole che impediscono la fuoriuscita involontaria delle feci.

Cosa vuol dire “soffrire di emorroidi?”

Oggettivamente: significa che le vene dell’ano, dilatandosi progressivamente, danno origine alla malattia emorroidale, causa potenziale di dolore, fastidio, sanguinamento e prurito.

In psicosomatica: Il tentativo di controllare ed eliminare le pulsioni viscerali.


Le emorroidi simboleggiano qualcosa che, come nel caso dell’ernia iatale o dell’ernia inguinale, sta uscendo dalla sua sede.
Ma se nell’ernia iatale ciò che il viscere-stomaco rappresenta va verso l’alto
– tentando di farsi sentire dalla coscienza –
nelle emorroidi la mucosa anale, che prolassa verso l’esterno, con i suoi contenuti simbolici, va invece verso il basso, sfugge ancora di più dalla coscienza: si tratta di contenuti che proprio non vogliono essere presi in considerazione.

Sono pulsioni profonde, legate perlopiù al mondo degli istinti, a una sessualità (atti, fantasie, desideri) non vissuta o vissuta all’interno di un forte conflitto morale, dove è giudicata sporca, come qualcosa di cui vergognarsi e da allontanare al più presto; ma può trattarsi anche di un dolore profondo, viscerale appunto, legato a un lutto, a una separazione, che vuole essere controllato e subito spinto via, spinto fuori, prima ancora di essere elaborato.

L’emorroide esprime il rifiuto di un dolore troppo grande, di una sofferenza insostenibile che “non ci sta dentro”.
Quando si collega alla stipsi , il tema dello “spingere fuori” è correlato al trattenere tipico della persona stitica, e in tal caso le emorroidi “compensano” le feci mancanti.

Esse tuttavia possono avere anche una valenza difensiva nei confronti del mondo esterno: soprattutto nella donna, quando si sente minacciata dal forte desiderio sessuale del partner o, più in generale, quando sente di poter essere invasa da eventi più grandi di lei. Qui le emorroidi indicano il bisogno di chiudere il passaggio simbolico di entrata, mettendo un ostacolo alle insidie che giungono dall’esterno.

In altri casi ancora, le emorroidi segnalano una stasi esistenziale; associate a un eccesso di sedentarietà, indicano che si sta “covando” troppo qualcosa che si ha dentro: un progetto, un’energia, un desiderio.

Quando sanguinano possono avere due valenze:

  1.  legata alla sessualità e alla morale, riguarda l’espiazione, ed è una sorta di autopunizione;
  2. riguarda un grande dolore vissuto e indica il pianto.
    Lacrime di sangue e una lacerazione affettiva profonda, nascoste agli altri e anche alla propria coscienza.

Le CAUSE oggettive

Esistono particolari condizioni che favoriscono l’insorgenza delle emorroidi, la stipsi è una di queste: lo sforzo ripetuto e prolungato distende le pareti delle vene anali rendendole più vulnerabili al rigonfiamento.

Anche la diarrea può favorire la loro comparsa, perché in questa situazione la mucosa rettale si irrita e di conseguenza indebolisce i vasi che irrorano le emorroidi.

Vediamo in particolare alcune CAUSE dirette ed indirette della patologia emorroidale:

  • abbiamo parlato di stipsi come una delle cause principali delle emorroidi, stipsi che nella maggioranza dei casi è dovuta ad una alimentazione errata, povera di fibre o troppo ricca di alimenti irritanti come le spezie, l’alcol, il cacao ed i crostacei che sono in grado, se consumati in quantità eccessive, di irritare significativamente la mucosa rettale;
  • il lavoro sedentario, cioè passare molte ore consecutive seduti, può favorire il ristagno venoso a livello anale e rettale: il sangue ristagnando tende a dilatare i vasi emorroidali;
  • abitudini igieniche sbagliate come quella di fermarsi in bagno a leggere per lungo tempo che determina un prolungato aumento della pressione sulle vene emorroidali oppure la cattiva abitudine di non assecondare subito lo stimolo dell’evacuazione, infatti trattenere le feci significa poi renderle più dure e quindi più difficili da espellere;
  • variazioni dei livelli ormonali nelle donne possono fare insorgere una crisi emorroidaria: ciclo mestruale, gravidanza, menopausa, ovulazione;
  • alcuni sport, come l’equitazione, il body building, il ciclismo, il motociclismo, se praticati con intensità e frequenza provocano continue sollecitazioni e continui traumi nella zona ano-rettale indebolendo così i tessuti emorroidali.


  • Chi tenta in tutti i modi di occultare le emozioni profonde, soprattutto quelle negative, ma talora anche quelle positive.
  • Persone sottoposte a pressioni dall’esterno che però intimamente rifiutano, alle quali di solito dicono NO attraverso un malessere fisico.
  • Coloro che sono particolarmente soggetti a sensi di colpa dai quali non riescono mai a liberarsi del tutto.
  • Le persone che temono, oppure giudicano peccaminose, le fantasie sessuali molto spinte proprie e/o del partner.
  • Chi ha la tendenza al pensiero ossessivo, alla logorrea e alla stitichezza, tre aspetti spesso compresenti.

Prevenzione

Esistono degli accorgimenti che possono essere seguiti sia per prevenire che per contrastare la patologia in atto.

Per prima cosa bisogna porre molta attenzione alla dieta, essa dev’essere la più variata possibile e soprattutto ricca di fibre, quindi consumare legumi, cereali, ortaggi e frutta in quanto favoriscono la motilità intestinale e riducono il rischio di soffrire di stitichezza.

Un altro accorgimento fondamentale è bere almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno.
E’ importante bere anche quando non si sente lo stimolo della sete perché l’acqua rende morbide le feci e ne facilità la transizione nell’intestino, si tratta di acquisire una buona abitudine, magari berne piccole quantità ma spesso.

L’attività fisica regolare favorisce una buona circolazione sanguigna, mentre a patologia già manifesta, occorre prestare molta attenzione all‘igiene personale quotidiana, in particolare è consigliabile effettuare un’accurata igiene intima con acqua tiepida ogni volta che si va in bagno evitando l’uso di sapone che irrita la pelle ed asciugarsi tamponando anziché strofinare.

E’ consigliabile inoltre non usare la solita carta igienica ma salviettine umidificate, meglio quelle per neonati che sono anche emollienti. Va evitato l’uso di acqua troppo calda o troppo fredda, entrambe controproducenti sulla patologia emorroidaria.

Da preferire infine la biancheria di cotone ed evitare indumenti attillati che potrebbero aumentare l’irritazione.


  • Una volta che le emorroidi si sono presentate in modo sintomatico, è necessario non trascurarle.  Si consiglia di seguire bene le cure finché la fase acuta non sia passata del tutto.
  • Se ne soffrite spesso, potete fare molto a livello preventivo:
    cominciando a dare più spazio all’espressione di emozioni e pulsioni profonde che invece si tende a trattenere.In particolare la paura per le fantasie sessuali (vostre o del partner), il grande dolore per un lutto, la rabbia per un torto subito.Sono cose che vanno “dichiarate”, sentendo tutta la legittimità della loro presenza.Altro elemento importante è imparare a riconoscere prima quali sono gli impegni gravosi cui possiamo e vogliamo sottoporci.  Quando serve, imparare a dire subito di NO senza aspettare il sintomo.
    E infine, se avete un progetto, non covatelo troppo a lungo: siate dinamici e decisi.


    Oltre a buone abitudini, si può contrastare la patologia emorroidale ricorrendo all’uso di flavonoidi e di preparati come i seguenti:

  • E’ utile l’assunzione dei macerati glicerici di castagno,
    50-70 gocce 15′ prima di colazione, e
    ippocastano 50-70 gocce 15′ prima di cena, per 2 mesi, 2 – 3 volte all’anno.
  • In fase acuta, si consiglia l’assunzione di sostanze antiossidanti utili per rafforzare la microcircolazione. Per esempio, l’esperidina, di cui sono ricchi gli agrumi e l’infuso di foglie di ulivo.
  • Nel 90% dei casi:
    l’infiammazione del plesso emorroidale, quando non è causata da un problema di tipo meccanico o vascolare, è causata da un appesantimento del fegato.Se si tratta di un problema vascolare, derivante da un eccessivo sforzo fisico o da una prolungata stazione in piedi o seduti, l’infuso di foglie di ulivo fortemente antiossidante, aiuta in quanto va a migliorare il tono delle vene grazie all’azione della Rutina.Se l’emorroide invece é il risultato di un appesantimento epatico, l’infuso di foglie di ulivo agisce grazie all’azione dell’ Oleuropeina, una molecola presente in maniera massiccia al suo interno, che a livello dell’epatocita, quindi della cellula del fegato, offre un’azione di drenaggio andando a ripulirla migliorandone la funzionalità.Il fegato viene drenato quindi si alleggerisce il carico sulla vena porta ed anche il carico del plesso emorroidale.
  • Possiamo abbinare, ad uso esterno, pomate che contengono sostanze ad azione astringente come il sottogallato di bismuto, l’ossido di zinco ed l’hamamelis, o altre sostanze con un’azione lubrificante ed una blanda azione antisettica come la crema fluida idratante brevettata a base di foglie di ulivo.

Conoscendo tutte queste preziose indicazioni, personalmente, per un utilizzo sia preventivo che terapeutico e di miglioramento del mio stato di salute fisica e delle persone a cui tengo,  già da 4 anni bevo l’ infuso di foglie di olivo brevettato italiano, proprio perché, oltre a tutti i benefici che ci può offrire, oggi testimoniati da centinaia e centinaia di persone, interviene ed aiuta, come sopra descritto, a contrastare in maniera efficace la patologia emorroidale.

In pratica
, senza antibiotico che per mia scelta ho evitato, nonostante mi fosse stato prescritto dal medico, ho messo in atto queste semplici azioni:

  • aumentato PER 5 GIORNI le dosi dell’infuso di foglie di ulivo da 1 a 3 volte al giorno (70ml cad),
  • bevuto molta acqua ed
  • abbinato ad uso esterno, 2 – 3 volte al giorno, la crema fluida idratante sempre a base dello stesso brevetto di foglie di ulivo.

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